Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Cercati quattro mura nude,
un luogo dove il mondo
resti fuori con le sue mani sporche.
Sbarra la porta
alle spalle del giorno.
Nessuno deve spiare la sedia
dove ti siedi
a misurare con le dita
le crepe del muro.
Ognuno dovrebbe avere
un santuario di carne e silenzio
tutto per sé.
Un luogo dove l’assenza
non venga interrogata,
dove il pianto possa scivolare sulla pelle
senza il dovere di farsi racconto.
Ma fuori lascia che esista un cortile,
un lembo di cielo pulito
dove i dubbi possano camminare nudi
senza urtare contro la pietra.
Lasciali andare a passo lento,
come vecchi levrieri nel prato:
l’errore,
il rimorso che ti morde i polsi
come un amante geloso,
la paura che ritorna a cercarti
con le scarpe cariche di fango e di bosco.
Lì,
dove nessun occhio può violarti,
pulsa ancora la prima parola.
Quella che eri
prima del nome,
prima che il mondo
ti chiedesse il conto del tuo sangue.
Non avere terrore del buio che scende.
La sera non arriva per spegnerti.
Arriva come una mano calda
per spogliarti
di tutto ciò che non sei più.
Guarda il buio che matura dietro le nubi:
ha la pazienza segreta di un fiore
che si schiude
solo quando nessuno lo spia.
E dolce,
d’una dolcezza che toglie il fiato,
sarà l’ombra della sera,
aperta nella notte
come un fiore che non deve più difendersi.
© 2026 Alma Gjini. Tutti i diritti riservati.